Capitolo 25

(se vuoi leggere la storia fin dall’inizio per non perdere neanche un capitolo, segui il  link—> https://isobelblue.wordpress.com/category/internal-wounds-ferite-interne/ )

 

VLADIMIR

« Trovati »

« Bene, Ratinov, molto bene. E ? »

« Sono molto vicini signore. Hanno una loro quotidianità, sarà molto semplici prenderli di sorpresa. Tra l’altro non sono in contatto, i loro telefoni non hanno mai fatto chiamate ne inviato messaggi fino ad ora.  Sarà più semplice di quello che pensavamo.. »

« Non ora, non ora, prima ci occupiamo della moglie dello spione e poi toccherà a loro. Che zona sono? »

« Florida, Nelbi Beach e la moglie si trova totalmente scoperta in Alaska a Barrow, con lei c’è sempre un uomo e credo lavori sempre per la stessa agenzia signore. Un certo Van. »

« Bene come dicevo, liberiamoci prima della moglie, tu resta in attesa di una mia chiamata. Verrò personalmente a vedere la fine di quella spina nel fianco in Florida. »

Chiudo la chiamata soddisfatto di uno dei miei migliori uomini.

Poi la mia espressione si corruccia al pensiero di quanti uomini ho perso per colpa dell’agente Stefan. Quel buon a nulla. Presto pareggeremo i conti. Molto presto.

Penso mentre taglio il mio sigaro e lo accendo distrattamente.

Appoggio le mani sulla scrivania in mogano e alzo lo sguardo sui miei uomini che attendono indicazioni.

« Ne voglio tre in Alaska. Bastano. Un lavoro pulito e discreto. Divertitevi come preferite ma non voglio ritrovare i corpi sui giornali locali. Chiaro? » annuncio e tre teste spariscono dalla mia vista ma li blocco subito.

« Tutto entro 48 ore. »

« Signore, sarà fatto » risponde Kleor, mio fidato.

Rimangono pochi uomini nella stanza e uno di loro si fa avanti.

« Signore.. » lo riconosco dalla sua voce strascicata. Lo fulmino con uno sguardo.

Poi mi scappa un ghigno quando vedo le cicatrici sul suo volto.

I miei ragazzoni si sono divertiti anche con lui.

« Cosa vuoi Cranck? »

« Vorrei venire con lei in Florida. Vorrei ucciderla io, se lei me lo permette »

Accolgo la richiesta senza tante frivolezze e occhieggio le mie guardie che subito capiscono e lo sbattono fuori.

« Ricordatemi perché è ancora viva quell’ameba? » chiedo sospirando quando ormai è fuori dalla porta.

« Perché poteva tornarci utile signore, ma ora non serve più a nulla. Vuole eliminarlo subito? »

Sbuffo infastidito dalla loro mancanza d’intelligenza e rispondo « no. Lasciamo che venga in Florida. Lo faremo fuori li insieme a quell’agente impiccione e la ragazza. Facciamo che tutto sembri un incidente ok? Voglio le persone più serie con me per la capatina in Florida. Ne voglio almeno cinque entro tre ore. Poi partiamo »

Sentenzio con un gesto della mano e finalmente rimango solo.

Mi godo la pace e il mio sigaro.

Non vedo l’ora che tutta questa storia sia finita, è durata fin troppo a lungo. È ora di far ritornare l’ordine.

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