Capitolo 18

(se vuoi leggere la storia fin dall’inizio per non perdere neanche un capitolo, segui il  link—> La teoria dei due amori )

 

DOMINIC

Mi sento come un condannato a morte, che va di propria spontanea volontà incontro al suo esecutore.

Penso, mentre monto sulla mia moto e con molta calma, mi dirigo a casa di mia mamma per festeggiare il compleanno di Darren.

Mi sono sentito stranamente solo questo Venerdì e Sabato non ho sentito né visto quel ragazzino davanti alla televisione o mezzo addormentato sul divano. Mi sono mancati persino i suoi messaggi attaccati al frigo.

Ecco l’unico motivo per cui sto tornando a casa, solo per lui.

In troppo poco tempo, arrivo davanti alla villetta di mamma e osservo il giardino ben curato.

Le è sempre piaciuto il giardinaggio, ma solo dopo aver divorziato ha sfruttato la sua passione per cercare lavoro. Da qualche anno infatti lavora dal fioraio del paese, che le permette di fare orari tranquilli e di vivere in mezzo al verde.

Osservo il vialetto davanti a casa, e noto il macchinone di papà già parcheggiato.

Bene. Apriamo le danze.

Dentro di me risuona la colonna sonora dello squalo mentre mi avvicino alla porta e busso un paio di volte.

Mi apre Darren con occhi luminosi « Dom! » mi saluta lasciandomi entrare.

« Quando finisce questa cosa festeggiato? » gli chiedo sincero mentre lo saluto con una pacca sulla schiena e gli passo di nascosto il mio messaggio scritto proprio come fa lui con me, ogni santa volta.

Lui prende a ridere, per nulla turbato dal mio solito pessimo umore e mi dice prima di leggerlo « Finirà presto credimi, ho già chiesto a mamma se posso tornare direttamente a casa con te in moto » .

Rido di gusto già conscio del fatto che mamma non lo lascerà mai montare in moto con me.

« Prega Darren, prega » gli dico ancora ridendo e facendogli i miei auguri.

Quando legge il biglietto incomincia a squittire come un topo « Sul serio Dom ? ».

Annuisco mesto, mentre appendo la giacca all’entrata e mi preparo a tutto.

Sul biglietto avvisavo semplicemente Darren che il nuovo gioco per la Play “the last of us “ lo attende a casa nuovo di pacca.

Anche se non so se mi stia prendendo in giro o cosa, dato i numerosi biglietti e piagnucolii lasciati da lui nei giorni precedenti dove praticamente mi pregava di acquistarlo.

Mi ringrazia di nuovo e poi entriamo nella sala principale dove vedo diverse paia di occhi che mi osservano.

Vado subito in cucina per salutare mamma che non vedo da troppo, anche se ci sentiamo spesso.

Faccio un cenno del capo a tutti i presenti e li lascio alle loro chiacchiere mentre Darren ricomincia a saltellare felice della buona novella.

« Ei ma » la saluto affacciandomi al bancone.

« Dominic! » mi chiama lei con il suo sorriso spontaneo, mi viene incontro e mi stringe le spalle « Devi tornare più spesso » mi rimprovera come sempre. Ma le do ragione e le prometto che passerò più spesso.

È sempre lo stesso problema, quando si va ad abitare da soli manca sempre il tempo per tornare a casa dai genitori. Fortunatamente Darren sta ancora qui, perché non l’avrei mai lasciata sola altrimenti.

Per questo me ne sono andato solo dopo il divorzio. Ero molto più tranquillo a saperla sola con Darren, piuttosto che con papà.

Le do fastidio assaggiando qualche tartina che sta preparando e mi faccio raccontare tutte le novità sul lavoro e i nuovi fiori scoperti. Poi la lascio in pace e torno in salone con una ciotola di patatine, che non mancano mai ad una festa.

Quando mi siedo sul divano ascolto la conversazione che stanno conducendo i cervelloni di turno.

« Ti piace figliolo? » chiede mio padre orgoglioso del proprio regalo.

Afferro la ciotola di pop-corn per gustarmi a fondo le stronzate che stanno per uscire dalla sua bocca. Addirittura, mi rimetto gli occhiali da vista e li osservo per bene.

« Grazie papà » dice Darren fingendo che gli piaccia davvero la tenuta sportiva che Natasha e papà gli hanno regalato. Riesco a riconoscere il suo sorriso falso solo grazie ai suoi occhi, sono spenti. Non luminosi, come sempre.

« Di nulla, così se avrai voglia di fare due tiri, puoi venire da noi e Thomas può giocare con te » afferma sicuro e felice.

Il mio sguardo rimbalza su Thomas, mentre mangio un’altra manciata di pop-corn , lui annuisce sicuro e sorride felice « Certo Darren, quando vuoi » gli risponde facendogli l’occhiolino.

Darren gli lancia un’occhiata di fuoco e io alzo il pugno fiero di lui.

Tutti se ne accorgono e solo Darren ride imbarazzato, papà si fa scuro in volto e Thomas ne gode soltanto.

Smetto di mangiare e comincio a colpire « Be papà, potresti giocarci tu con tuo figlio, invece che lasciarlo alle grinfie di quello » indico con un dito quello.

Il sorriso di Thomas si spegne e il mio si accende.

« Ah e papà forse non te lo ricordavi, Darren odia giocare a calcio. Proprio come me. » passo e chiudo il discorso.

Lo sguardo di papà si fa dispiaciuto ma non gli credo neanche se comincia a piangere.

Viene salvato dal campanello che trilla.

« Mamma doveva arrivare ancora qualcuno? » chiede Darren sospettoso.

Arriva mamma con il grembiule della cucina ancora legato in vita, dicendo « No, siamo già tutti qui » mentre si dirige alla porta.

La porta si apre e sento una voce estranea.

« Amelia! Ciao, spero di non disturbare ma sono tornata a ridarti il piatto di Natale ricordi? E volevo approfittare per fare gli auguri a Darren! Non l’ho più visto » dice una voce squillante.

Mia madre si fa subito accogliente « Oh certo Sara, ma ti prego entra >> le due abbassano la voce e non sento più nulla, finché la curiosità di Darren non prende il sopravvento e va nel corridoio dell’entrata.

Il chiacchiericcio ricomincia e io mi distraggo, non abbastanza da non sentire mio fratello che saluta qualcuno.

« Leika! »

Cosa?

La porta d’entrata si chiude e le voci si fanno sempre più vicine.

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