Capitolo 19

(se vuoi leggere la storia fin dall’inizio per non perdere neanche un capitolo, segui il  link—> La teoria dei due amori )

 

DOMINIC

Vedo prima la donna e poi lei. La faccia pallida come sempre, i capelli più spettinati del solito se possibile, e una tuta di un blu a dir poco appariscente. I suoi occhi sondano terrorizzati il salone, finché non arriva alla mia figura seduta scomposta sul divano.

Viene distratta subito da un Darren super eccitato che le fa mille domande e continua a parlare solo e soltanto con lei.

« Grazie Lela, grazie davvero per la torta. Scusami se non sono passato ieri ma ho fatto una festa con gli amici, cosi ho ritardato il mio arrivo. Torno stasera con Dom »  le spiega quasi a scusarsi.

Perche dovrebbe scusarsi con lei poi?

« lo vedo Darren, lo vedo che sei ancora qui »  dice come se fosse stupita e sempre più.. terrorizzata (?)

No, meglio. Sembra come se non si aspettasse di trovare Darren. Ma dunque per quale motivo si trova qui?

Le osservo le mani e allora vedo la famosa torta di cui parlava Darren. Sollevo un sopracciglio curioso e poi ritorno nel mondo dei vivi, quando mi accorgo della donna che mi porge la mano davanti a me.

Mi alzo dal divano impacciato e le stringo la mano educatamente sfoggiando un sorriso cortese.

« Salve » 

« Oh Dominic, come sei cresciuto. Ti ricordo ancora quando eri alto cosi »  e si indica l’altezza del fianco.

Le sorrido di nuovo impacciato e lei capisce che non ricordo assolutamente chi sia.

« Scusami, sicuramente non ti ricorderai di me, sono la mamma di Leika »  indica con un cenno della testa dietro di lei « E io e tua mamma ci conosciamo da un po’ insomma »  tentenna e capisco che è una di quelle persone che ha conosciuto mamma anche prima che divorziasse. Quando ancora non era la donna realizzata e serena che è oggi invece.

« Mamma, credo che dovremmo andare. Stanno festeggiando »  sibila una Leika in imbarazzo.

La osservo da dietro la spalla di sua mamma.

« Ha ragione mia figlia, io devo proprio andare. Volevo solo riportare il piatto e fare gli auguri a Darren » .

Darren la ringrazia di nuovo e insiste perché rimangano, insieme a mamma che comincia ad avere la sua voce acuta insistente mentre dice « Abbiamo troppo cibo, non lo finiremo mai se non ci date una mano » .

Entrambe rifiutano più e più volte, inconsapevoli della testardaggine di mia madre.

Ad un certo punto la mamma di Leika interviene « Facciamo cosi, io devo andare davvero perché mio marito potrebbe trasformare il salone in una ciminiera »  dice scoccando un’occhiata divertita alla figlia per poi continuare « Ma Leika può restare, non ha nulla da fare e poi ci teneva molto a portare la torta per Darren » .

Osservo Leika tirarsi la frangetta con fare rabbioso e trattiene tutte le parolacce che vorrebbero esploderle in bocca finché non dice « Ma certo signora Amelia, resto volentieri ma solo un po’, poi devo tornare a casa perché questa sera lavoro » .

La tensione scema e la mamma di Leika ci abbandona mentre tornano tutti in salone per le presentazioni ufficiali.

Darren presenta Leika a tutti con orgoglio e lei alza la mano in un saluto globale.

Noto un Thomas fin troppo interessato che le chiede « Ci siamo già visti da qualche parte Leika? »  .

Lei corruccia le sue sopracciglia e dice « Non credo »  mentre si avvicina al divano e mi fa cenno di spostarmi per farle posto.

Acconsento mesto mentre si siede sfiorandomi la gambe e il braccio con la sua felpona. Porta l’odore della pioggia e dei fiori.

Sarà un nuovo profumo femminile o è il suo odore?

Accavalla le gambe e poi fa i suoi auguri sinceri a Darren, chiedendogli della festa di Sabato.

Darren si lascia andare raccontando per l’ennesima volta come i suoi amichetti abbiano apprezzato la cucina di mamma e quanti regali ricevuti.

« Anche io mi ricordo di te Leika, sicura di non aver mai visto il mio Tommy da qualche parte? Hai un viso conosciuto »  dice la voce poco delicata e curiosa di Natasha.

Solo allora noto la schiena di Leika irrigidirsi mentre risponde « Non saprei signora, io ho sempre vissuto qui e frequentato la scuola a Milano, dopo di che mi sono trasferita in pianta stabile li. Thomas hai frequentato anche tu quella scuola? »  chiede sincera.

« No, quando tu eri a scuola io ero già all’università. Ma ora ricordo, per caso venivi mai all’università appena fuori Milano? »  chiede come se sapesse già la risposta, un Thomas con sguardo divertito.

« Si »  risponde Leika con un tono deciso e fermo. Noto uno scambio di sguardi tra lei e Thomas, tutto fuorché amichevole.

In pochi minuti l’argomento cade e si ritorna a chiacchiere tranquille, o almeno per me, visto che l’argomento centrale non sono più io ma Leika.

Quando tutti gli invitati capiscono che lavoriamo insieme e viviamo sotto lo stesso tetto, lo sguardo di mamma si fa eccitato mentre corre in cucina a preparare altro cibo che non finiremo mai. Papà mi scocca un’occhiata allusiva e Thomas ridacchia.

« Perché ridi? »  chiedo annoiato.

« Be è proprio vero che gli strambi si attirano »  se ne esce con il suo tono altezzoso, come se sapesse tutto, approfittando dell’uscita di scena di Natasha e papà che escono per fumare.

Faccio per alzarmi quando la mano sottile e fragile di Leika mi ferma con presa salda sul mio gomito e dice « Cosa intendi per strambi Thomas? »  chiede con tono tranquillo e interessato.

« Qualcuno come te. Qualcuno come lui. Senza interessi, passioni. Con una vita monotona.. »  vorrebbe continuare ma viene interrotto da Leika che si alza dal divano e si avvicina alla figura massiccia di Thomas.

Ponendo le sue gracili mani davanti a lui « Aspetta ti prego, hai ragione su tutto. Ma io sono molto più stramba di lui »  annuncia indicandomi. Allarga le mani come se fosse Gesù, poi però le dispone come a simulare una lunghezza. E comincia « Sei uno sportivo vero? »  chiede con sguardo serio accorciando quella lunghezza simulata fra le sue mani.

Thomas non capisce e annuisce orgoglioso. « Sei.. sei anche un fumatore vero? E magari bevi. Bevi spesso. E da tanti anni. »  continua lei con fare spiritico socchiudendo gli occhi.

Darren li osservi dalla parte opposta della stanza mentre mangia la seconda fetta di torta portata da Leika. Comincia a sogghignare come se sapesse cosa sta tentando di fare Leika.

Ritorno a guardarli incuriosito e lei va avanti a fargli domande che descrivono perfettamente l’individuo che gli sta di fronte. Beve , fuma, fa sport, è fidanzato.

Si ferma solo quando le sue mani sono ormai ridotte a pochi centimetri di distanza l’una dall’altra. Quasi a toccarsi. È allora che si china su di lui e gli sussurra al suo orecchio, non troppo piano da non farsi sentire.

Le appare un sorriso bellissimo e sadico mentre prevede « Non ti ricorda qualcosa questa lunghezza? O meglio dire questa “cortezza” »  mentre comincia a ridere di gusto insieme a Darren che quasi si strozza con la sua torta.

Solo io e Thomas arriviamo con qualche secondo di ritardo capendo l’allusione.

Richiudo la bocca che mi si era aperta scioccata e rido anche io tenendomi la pancia.

Thomas invece diventa rosso rabbioso in volto e afferra i polsi della ragazza allargando la distanza « Vuoi vedere per credere? »  minaccia viscido.

Tutti smettiamo di ridere mentre il petto di Leika si gonfia pronta ad attaccare come potrebbe fare un uccellino contro un leone.

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