Capitolo 21

(se vuoi leggere la storia fin dall’inizio per non perdere neanche un capitolo, segui il  link—> La teoria dei due amori )

 

DOMINIC

La nottata passa tranquilla, io mi beo del mio giorno di ferie preso con tanta voglia e mi godo i miei due giorni consecutivi di non lavoro.

Io e Darren passiamo le ore davanti alla Play, solo alle tre del mattino gli ordino di mangiare qualcosa, ci siamo dimenticati di cenare quando è tornato perché eravamo troppo presi dal gioco.

Preparo un paio di frittate con tutto quello che trovo nel frigo e poi finiamo la torta di Leika, che furbamente il ragazzino si era portato da casa.

A entrambi torna in mente la ragazza perché mio fratello mi guarda e dice « Domani andrò da lei, e casualmente verrai anche tu ».

« Per quale motivo dovrei venire anche io ? »

« Non ti sei ancora scusato non è vero Dom? »

« Come fai a saperlo? »

« Ora lo so » dice ridendo.

Oh ma dai.

« È che mi da fastidio come sembra conoscere tutto e tutti. Sembra sempre cosi altezzosa » mi lascio andare dicendo la mia.

« Altezzosa? Leika? » chiede stupido Darren « Io mi chiedo come tu non ricordi nulla di lei o per lo meno, come tu non l’abbia mai vista. Abitavamo nello stesso paese. Abitate nello stesso palazzo. Lavorate nello stesso locale » riflette.

« Lo so, questo me lo chiedo anche io. Però non mi piace come sia ovunque ».

Lui alza un sopracciglio e m’ignora.

Presto il sole inonda il salone e Darren tanto eccitato dalla giornata, decide di non dormire e passare direttamente da Laika.

« Sei sicuro che non dorma a quest’ora? » osservo l’ora con la vista sottile.

« Non sono neanche le nove » ribadisco sbadigliando.

« No, lei si sveglia presto ».

Non ribatto, per non farmi tornare il malumore all’idea che Darren conosca cosi bene quella ragazza.

Mi faccio coraggio e lo seguo fino al piano di sopra. Distrattamente mi annuso per capire se devo tornare indietro, poi però ci ripenso. Che importa?

Darren bussa tre volte e una Leika sudaticcia apre la porta in tenuta sportiva. Io rimango dietro con le braccia conserte e la saluto alzando il mento.

« Sei andata a correre? » chiede Darren entrando sicuro.

Io tentenno sull’uscio ma Leika abbassa la testa e aspetta che entri anche io, come se si stesse arrendendo al fatto che debba esserci anche io.

Entro, biascicano un “grazie” inudibile e osservo meglio il monolocale.

Sapevo che il terzo piano era composto solo da questi. Ma l’ultima volta e unica, che sono entrato qui, non ho osservato l’ambiente che mi circondava.

Le pareti sono tutte bianche tranne una, costellata da un centinaio di foto come minimo.

Mi muovo attorno al lettone già rifatto, dove l’ultima volta dormiva mio fratello e mi avvicino alla parete mentre mio fratello parla con la padrona di casa.

« Che farai oggi? »

Il fornello si accende e qualcosa si scalda.

« Ah non ho progetti, solite cose. Un po’ là un po’ qua » afferma indecisa.

Osservo una ad una le foto che formano la parete e vedo diverse cose: paesaggi, fiori, albe, tramonti, date, strade, persone. Riconosco la signora che ho visto l’altro giorno. Un uomo, che penso sia il padre. Poi noto nell’angolo in alto a destra un ragazzo giovane, mi sembra famigliare ma..

« Hai appeso la nostra foto? » Darren mi affianca con una tazza di tè caldo in mano, e con un gomito m’infilza un fianco.

Sobbalzo e mi volto. La vedo corrucciata vicino alla finestra che ci guarda. La sua pancia piatta è leggermente scoperta dalla tuta che indossa. Le gambe fasciate da pantaloni elastici enfatizzano la sua estrema magrezza. Un seno inesistente.

I capelli sudaticci sono appiccicati alla sua fronte, mentre il resto è racchiuso in una coda.

Mi avvicino a lei e parlo « Hai una bella casa ».

I miei occhi vagano dalle pareti alle macchie colorate che sono un po’ ovunque, solo quando mi avvicino capisco che sono post-it con scritte ambigue sopra. Non m’interrogo oltre.

« Stanza. È una stanza Dominic » annuncia mettendomi in imbarazzo.

Riduco le labbra in una linea sottile e in lei si schiude un sorriso felino e soddisfatto.

Sei contenta quando mi sento in imbarazzo?

Non riesco. Non posso scusarmi con un essere cosi. Mi toglie lei dall’impiccio.

« Ragazzi io dovrei lavarmi. Che ne dite di sloggiare? ».

Si rivolge sempre cosi a mio fratello?

« Oggi vieni con noi Lela? » chiede Darren come se nulla fosse.

« Dove? » esclamiamo all’unisono io e Leika.

Mio fratello scuote la testa e poi mi ricorda che oggi gli avevo promesso di portarlo a pranzare fuori, nel suo ristorante preferito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...