Capitolo 52

(se vuoi leggere la storia fin dall’inizio per non perdere neanche un capitolo, segui il  link—> La teoria dei due amori )

 

LEIKA

« Se ti sentiva la signora Martinez chiedeva il tuo trasferimento immediato! » continuo a sgridarlo e al tempo stesso lo osservo mentre schiude le labbra per respirare con meno affanno.

Il codino gli pende per colpa del casco appena tolto, che ancora tiene in mano.

Le mani sono tese sulle mie braccia mentre mi toccano come se potessi sparire da un momento all’altro.

« Non sei partita » osserva lui mentre gira il viso e vede la valigia accanto al letto, piena. La parete composta da foto, metà vuota e il mio computer che lampeggia acceso con un foglio sopra.

Merda

Mi sposto veloce e chiudo il pc per nascondere tutto alla sua vista mentre rispondo « No Dom, non sono ancora partita ».

Lui senza ascoltarmi inizia a parlare « Leika mi dispiace, sono stato un idiota ».

Come inizio non è male

« Non pensavo quelle cose. Non davvero. E oggi quando ho pensato che tu fossi partita, senza salutarmi.. ».

Apro la bocca per interromperlo ma mi trattengo godendomi la scena.

« Mi sono sentito uno schifo » ammette più a se stesso, che a me « E faceva male. Proprio qua » dice toccandosi il petto a sinistra.

il cuore

Stringo le labbra emozionata e divertita dallo shock che gli leggo sul viso strapazzato da mille emozioni.

« Hai finito? » domando.

Lui sembra riscuotersi e aggrotta le sopracciglia « Non sei molto gentile, io mi apro e tu.. ».

Metto fine alla diarrea verbale che si era impossessata di lui baciandolo.

Mi alzo in punta di piedi e premo le labbra sulle sue.

Resto sola solo per qualche secondo, finché anche le sue mani non mi stritolano il viso cullandolo dolcemente e accarezzandomi le gote.

« Mi dispiace tanto » mormora fra un bacio e l’altro.

« Stai zitto » gli intimo quasi ringhiando mentre con le mani risalgo sotto la sua maglia per sfioragli l’addome, il petto e per sentire finalmente il battito del suo cuore.

Mi stacco dal bacio frenetico solo per respirare « Dominic » ansimo fermandolo.

« Ora sei tu che dovresti stare zitta e ricominciare da dove ti sei fermata » sembra rianimarsi lui eccitato.

Scuoto la testa e lo guardo negli occhi.

Con le dita gli sfioro il viso sperando di sognarlo nelle prossime notti, sperando di rivederlo cosi, perso. Per me.

« Fai l’amore con me? » gli chiedo al limite.

« Leika » mormora lui roco.

« Ti prego » continuo scendendo con le dita per ritrovare il suo collo teso.

« Sei sicura? » mi sorride mentre mi bacia la tempia per scendere poi sulla mia guancia e morderla giocoso.

«» ribadisco il mio sì annuendo decisa e cercando nuovamente il suo sguardo per trovare il coraggio che sembro avere, ma che in realtà vacilla, come le mie gambe quando lui mi bacia.

 

Facemmo l’amore e non fu perfetto. Né semplice. Né durò a lungo.

Ma fu bellissimo.

Le sue mani mi toccarono come mai nessuno prima, la mia bocca urlò, sussurrò e ansimò il suo nome finché la gola non mi pregò il silenzio. E quando per la prima volta, lui fu dentro di me, il respirò mi mancò. Per ritornare pochi secondi dopo, carico di piacere e amore.

Dominic mi amò.

Solo quando sentii il suo respiro regolare, l’osservai dormire accanto a me e gli sussurrai quelle parole che mai ci saremmo detti.

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