Capitolo 51

(se vuoi leggere la storia fin dall’inizio per non perdere neanche un capitolo, segui il  link—> La teoria dei due amori )

 

DOMINIC

« Pensavo che fosse urgente ».

« È dannatamente urgente » grugnisco mentre ribalto la mia vecchia stanza ora cosparsa da alcuni vasi per fiori.

« Rispiegami un po’ cosa stai cercando » chiede mia mamma minacciosa sulla porta.

« I miei attrezzi, la bambina borbotta » continuo a grugnire mentre apro il terzo cassetto inutilmente.

Non sono nemmeno qui

« La tua bambina? » mamma spalanca gli occhi.

« La moto mamma, la moto. Che hai capito ? ».

« Oh Gesù. Dominic mi farai prendere un infarto un giorno di questi ».

Rido di gola quando osservo mia mamma portarsi una mano al cuore, e pochi secondi dopo trovo gli attrezzi che mi servivano.

Corro in strada per capire il problema della mia bambina, e ovviamente mio fratello non può fare a meno di seguirmi.

« Non toccarla ».

Lui alza le mani e nega con la testa, facendo due passi indietro.

« Dunque » comincia schiarendosi la gola come prima di un monologo « Come sta Leika? » domanda sospettoso.

« Che ne so? » rispondo con un’altra domanda diventando più scontroso di prima.

« Siete amici ora no? Dovresti sapere come stanno i tuoi amici » mi rimprovera.

« Ah ah una specie » dico mentre apro il sedile e ricordo come ci siamo lasciati io e la mia amica qualche giorno fa.

Al lavoro non si fa vedere da parecchio. Melania mi ha detto che ha dato le dimissioni.

All’inizio la notizia mi fece infuriare, poi capii il perché.

Doveva partire. La sua decisione l’aveva presa. Con o senza di me

Non avevo dubbi a riguardo.

« Ieri è passata ».

« Chi? » chiedo fermando i lavori.

« Leika » chiarisce sbuffando.

Lo guardo prima di schioccare la lingua « Leika? ».

« Sì, è venuta a salutarmi » sottolinea perfido.

Lui sa

« È già partita? » chiedo impaurito.

« Darren! Vieni in casa » lo chiama mamma.

Tempismo perfetto quella donna

« Arrivo! » urla e sfreccia in casa.

« Darren! È già partita? » domando ancora come un disperato.

Scuoto la testa e inforco la moto senza pensare. Torno a casa.

Per tutto il tragitto impreco, convinto che lei sia già partita.

Se n’è andata davvero? E se mi odiasse?

Salgo le scale a due a due, togliendomi il casco, lasciando la porta del palazzo spalancata.

Arrivo al terzo piano con l’aria che mi manca nei polmoni.

Ho il fiatone a ventiquattro anni. O sto invecchiando, o faccio schifo.

Mi attacco al suo campanello e con l’altra mano busso frenetico alla sua porta.

Ti prego ti prego ti pre…

Strizzo gli occhi sperando che qualcuno apra.

« Dominic! » una voce infastidita mi blocca, facendomi rendere conto solo ora che sto bussando l’aria, mentre la  porta si è spalancata.

Davanti mi appare una Leika spaventata e arrossata in tenuta sportiva.

« Sei impazzito? » mi chiede sussurrando mentre mi afferra per un braccio e mi rinchiude nel suo antro.

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